La montagna in crisi, Michelle Hunziker e le sue contraddizioni. Chi ha potere divulgativo si faccia promotore di un valore importante: la rinuncia
Gli effetti provocati dall’innalzamento delle temperature non si possono più ignorare, così come chi ha a cuore il futuro delle regioni montane e di chi le abita non dovrebbe sottrarsi a uno stile di vita più sobrio. Tra vie ferrate, gite scialpinistiche e selfie bucolici l'affetto di Michelle Hunziker per la montagna è documentato ma poi sorprende leggere che per partecipare a un evento a Colonia, si è servita di un "Cessna Citation Mustang, un jet piccolo ma estremamente inquinante"

TRENTO. Che Michelle Hunziker sia un’assidua frequentatrice delle terre alte non è una novità. Tra vie ferrate, gite scialpinistiche e selfie bucolici il suo affetto per la montagna è ampiamente documentato.
La montagna, tuttavia, sta attraversando un periodo di profonda crisi ambientale. Gli ecosistemi alpini, più di altre aree geografiche, stanno infatti subendo una radicale trasformazione a causa dei cambiamenti climatici, la cui incombenza si fa di anno in anno più vistosa e concreta. Gli effetti provocati dall’innalzamento delle temperature - oggi evidenti anche agli occhi più distratti - non si possono più ignorare, così come chi ha a cuore il futuro delle regioni montane e di chi le abita non dovrebbe sottrarsi a uno stile di vita più sobrio.

Per questo motivo sorprende leggere sull’ormai nota pagina Instagram “Jet dei ricchi” che la nostra Michelle, per partecipare a un evento a Colonia, si è servita di un «Cessna Citation Mustang, un jet piccolo ma estremamente inquinante. Per volare da Milano a Colonia, il jet utilizzato da Michelle ha emesso 1,5 tonnellate di CO2 nell’atmosfera, che corrisponde a quanto una persona normale emette in 6 mesi per tutti i suoi trasporti».
Poi, forse presa dai sensi di colpa, per trasferirsi dall’aeroporto al centro della città ha adoperato un’auto elettrica.

Con questo articolo non voglio innescare l’ennesima, inutile, polemica social che, come un fuoco alimentato dalla paglia, divampa per poi spegnersi nel giro di qualche ora. Al contrario desidero lanciare un appello, invitando chi ha un forte potere divulgativo a dare l’esempio, facendosi promotore di un valore importante, anche se scomodo da mettere in pratica: la rinuncia.
Rinunciare è un atto di generosità, non solo per la montagna, ma per il pianeta e per le generazioni che verranno.














